GeoRiskEcoLab – Geography, Risks, Ecologies
Art. 1 – Costituzione, sede, durata
1. È costituito il “Centro di Ricerca GeoRiskEcoLab – Geography, Risks, Ecologies” (di seguito “Centro”), promosso dal Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università eCampus.
2. Il Centro ha sede presso l’Università eCampus, nella sede di Novedrate (CO).
3. Il Centro ha piena autonomia organizzativa e finanziaria e opera in regime di autofinanziamento.
4. Il Centro è costituito per la durata di 6 anni, rinnovabile con delibera del Consiglio di Amministrazione (CDA).
Art. 2 – Finalità
Il Centro di Ricerca GeoRiskEcoLab – Geography, Risks, Ecologies nasce con l’obiettivo di colmare una lacuna nell’analisi e nella comprensione dei rischi socioambientali attraverso un approccio interdisciplinare, multisituato e metodologicamente integrato. GeoRiskEcoLab promuove il dialogo tra studiosi e ricercatori provenienti da diversi ambiti disciplinari, con lo scopo di fornire strumenti di analisi e supporto decisionale a istituzioni, enti pubblici e privati. Il Centro si propone come uno spazio scientifico attivo e partecipativo, finalizzato allo sviluppo di conoscenze teoriche e operative in grado di affrontare le sfide della sostenibilità ambientale, della resilienza territoriale e della gestione integrata dei rischi, con una forte attenzione alla partecipazione delle comunità locali e alla dimensione culturale della percezione del rischio.
Art. 3 – Obiettivi
Gli obiettivi del Centro sono i seguenti:
1. Analizzare l’impatto dei cambiamenti climatici in contesti territoriali ad alta vulnerabilità, con particolare riferimento alle aree urbane e periurbane soggette a rischi ambientali complessi.
2. Studiare la relazione tra vulnerabilità territoriale e condizioni socio-economiche, con particolare attenzione alle comunità marginalizzate, alle disuguaglianze ambientali e alla giustizia climatica.
3. Indagare la percezione del rischio da parte delle diverse categorie sociali, considerando fattori culturali, psicologici, comunicativi e simbolici che influenzano il comportamento e la resilienza delle popolazioni.
4. Analizzare le narrazioni culturali, storiche e simboliche legate al rischio e alla memoria territoriale, per comprendere meglio i processi di costruzione sociale del rischio.
5. Promuovere approcci metodologici misti e integrati, che combinino strumenti quantitativi (es. GIS, big data, intelligenza artificiale) e qualitativi (es. interviste, osservazione, analisi narrativa) nella ricerca sui rischi socioambientali.
6. Studiare le politiche pubbliche e i processi decisionali inerenti alla gestione del rischio a livello locale, nazionale e internazionale, valutandone efficacia, partecipazione e trasparenza.
7. Valutare l’efficacia di strumenti digitali e innovativi per il monitoraggio, la mitigazione e la comunicazione del rischio ambientale, inclusi sistemi di allerta precoce, piattaforme partecipative e modellistica predittiva.
8. Esplorare l’impatto di nuovi fattori di rischio globali, come pandemie, crisi ambientali sistemiche e rischi emergenti, studiando le strategie di adattamento più efficaci a livello territoriale.
9. Promuovere percorsi di sensibilizzazione e partecipazione attiva delle comunità, attraverso strumenti di educazione ambientale, cittadinanza attiva e facilitazione territoriale.
10. Favorire il dialogo interdisciplinare e transdisciplinare, integrando geografia, scienze sociali, environmental humanities, disaster studies, economia, psicologia e altre discipline nell’analisi e nella gestione del rischio.
11. Costruire una rete nazionale e internazionale di ricerca, collaborando con università, centri di eccellenza, enti pubblici, ONG e istituzioni per lo sviluppo di progetti congiunti.
12. Sviluppare e diffondere materiali didattici innovativi, rivolti a scuole, università e professionisti, per migliorare la cultura del rischio, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la sostenibilità.
13. Contribuire al rafforzamento dell’impatto scientifico, sociale e culturale dell’Università eCampus, attraverso il coinvolgimento attivo nelle attività di Terza Missione, il public engagement e il trasferimento delle conoscenze.
Art. 4 – Attività
Il Centro svolge attività coerenti con le proprie finalità, articolandole nelle seguenti dimensioni operative:
1. Ricerca di base
Studio dei concetti fondamentali di rischio, vulnerabilità e resilienza nei sistemi territoriali complessi.
Analisi delle rappresentazioni simboliche, culturali e narrative del rischio, della memoria e dell’adattamento nei territori e nelle comunità.
Approfondimento delle dimensioni cognitive, emotive e sociali che influenzano la percezione del rischio a livello individuale e collettivo.
Sviluppo teorico-metodologico in ambito geografico, ambientale, sociale e interdisciplinare, con particolare riferimento agli approcci misti e multisituati.
2. Ricerca applicata
Realizzazione di progetti territoriali volti alla mappatura dei rischi e all’analisi delle vulnerabilità socio-ambientali nei contesti urbani e rurali.
Utilizzo di tecnologie avanzate (GIS, telerilevamento, big data, intelligenza artificiale) per il monitoraggio e la gestione dei rischi ambientali.
Sperimentazione di modelli operativi per la resilienza, la sostenibilità e l’adattamento climatico, in collaborazione con enti pubblici e privati.
Valutazione delle politiche pubbliche e dei processi decisionali relativi alla gestione del rischio, alla pianificazione territoriale e alla protezione civile.
3. Formazione e divulgazione
Organizzazione di seminari, workshop, laboratori tematici e corsi di alta formazione rivolti a studenti, ricercatori, docenti e professionisti.
Progettazione di percorsi didattici interdisciplinari, scuole di formazione e sviluppo di materiali formativi innovativi per scuole e università.
Promozione della cultura del rischio, della sostenibilità ambientale e dell’adattamento climatico attraverso iniziative di divulgazione scientifica e didattica.
4. Terza missione e public engagement
Coinvolgimento attivo delle comunità locali tramite attività di sensibilizzazione, educazione informale e partecipazione pubblica.
Attivazione di processi di cittadinanza scientifica (citizen science), ascolto e co-progettazione con attori territoriali, istituzioni e società civile.
Collaborazione con ONG, fondazioni, enti pubblici e privati per l’elaborazione di proposte progettuali con impatto sociale e territoriale.
Disseminazione dei risultati scientifici e divulgativi del Centro attraverso pubblicazioni, report, newsletter, canali digitali e media.
Art. 5 – Organi del Centro
Sono organi del Centro:
1. Il Direttore;
2. Il Comitato Scientifico;
3. Il Presidente del Comitato Scientifico.
Art. 6 – Direttore
1. Il Direttore è nominato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, previa indicazione non vincolante dei membri del gruppo degli aderenti al Centro, dura in carica un triennio ed è rinnovabile.
2. Il Direttore può individuare uno o più Vicari all’interno del gruppo di soggetti aderenti al Centro ed uno o più soggetti delegati a farsi carico di specifiche attività connesse alla declinazione attuativa delle iniziative del Centro.
3. In relazione allo svolgimento delle attività del Centro, il Direttore provvede all’individuazione – se del caso avvalendosi del parere del Comitato Scientifico – dei gruppi di progetto per lo svolgimento delle iniziative, progetti ed attività di volta in volta proposte e/o realizzate dal Centro.
4. Il Direttore rappresenta il Centro; all’inizio di ogni anno di attività, il Direttore del Centro presenta al Consiglio di Amministrazione un programma dettagliato delle ricerche e delle attività ipotizzabili, unitamente ad un piano preventivo di utilizzazione dei fondi.
5. Il Direttore è tenuto a trasmettere una relazione annuale sull’attività svolta, sul budget previsionale ed un bilancio consuntivo dell’anno precedente.
6. Salvo il caso delle dimissioni, il Direttore cessa dalla carica al termine del mandato ovvero a seguito della nomina da parte del CDA di un nuovo direttore.
7. In caso di dimissioni ovvero in caso di impedimento permanente, le funzioni del Direttore sono svolte dal Presidente del Comitato Scientifico.
8. Al termine del mandato il Direttore resta in carica in regime di prorogatio sino alla nomina da parte del CDA di un nuovo direttore ovvero al rinnovo dell’incarico.
Art. 7 – Comitato Scientifico
1. Il Comitato Scientifico ha la funzione di collaborazione e sostegno agli incarichi del Direttore, con pareri di carattere tecnico-scientifico e/o professionali.
2. Il Comitato scientifico si renderà sempre disponibile ad ogni forma di collaborazione allo svolgimento delle attività e delle iniziative svolte dal Centro.
3. Il Comitato scientifico può:
- formulare pareri di indirizzo strategico;
- suggerire le linee di ricerca;
- promuovere il Centro di Ricerca a livello istituzionale e svolgere attività di fund raising;
- proporre tematiche di convegni, seminari e pubblicazioni;
- proporre progetti di ricerca e accordi di collaborazione scientifica.
4. Il Comitato Scientifico è composto da un minimo di 3 e un massimo di 16 membri, la cui maggioranza deve essere costituita da docenti interni all’Ateneo. Ne fanno parte di diritto il Direttore del Centro e il Presidente del Comitato Scientifico, che ne co-coordinano le attività.
5. Il Comitato Scientifico è nominato con delibera del CDA che può anche procedere alla nomina e revoca di singoli membri.
6. Il Comitato scientifico dura in carica tre anni ed assume le proprie deliberazioni a maggioranza; in caso di parità prevale il voto del Direttore.
7. Salvo il caso delle dimissioni, i membri del Comitato scientifico cessano dalla carica al termine del mandato ovvero a seguito della revoca da parte del CDA.
8. Al termine del mandato il Comitato scientifico resta in carica in regime di prorogatio sino alla nomina da parte del CDA di un nuovo Comitato scientifico ovvero al rinnovo dell’incarico.
Art. 8 – Presidente del Comitato Scientifico
Il Presidente del Comitato Scientifico è proposto dal Direttore del Centro tra studiosi con curriculum altamente qualificato e coerente con le tematiche del Centro.
Il Presidente del Comitato Scientifico è riconosciuto come figura con comprovata esperienza accademica e scientifica nei settori coerenti con le finalità del Centro.
Convoca e co-coordina le riunioni del Comitato Scientifico con il Direttore del Centro, contribuendo alla definizione delle linee strategiche e scientifiche.
Rappresenta il Comitato Scientifico in contesti accademici e scientifici.
Il mandato è triennale e rinnovabile.
In caso di assenza, è sostituito dal membro più anziano del Comitato.
Art. 9 – Afferenza al Centro
1. Al Centro possono afferire:
- Professori, ricercatori e docenti dell’università e-Campus, i quali dichiarino la loro volontà di partecipare alle attività del Centro e la cui richiesta venga accolta dal Direttore.
- Esperti di chiara fama nazionale e internazionale negli ambiti scientifici di interesse del centro.
2. Gli interessati propongono domanda indirizzata al Direttore.
3. Sulle domande di afferenza delibera il Comitato scientifico.
4. Ciascun membro del Comitato scientifico può in ogni momento proporre al Comitato stesso una richiesta motivata di revoca della qualifica di afferente per uno o più afferenti al centro.
Art. 10 – Fonti di finanziamento
Il Centro si autofinanzia tramite:
– Partecipazione a bandi UE (Horizon Europe, LIFE, Interreg, ecc.);
– Bandi nazionali (MUR, MASE, Protezione Civile);
– Progetti con enti locali, fondazioni e ONG;
– Attività conto terzi;
– Bandi a cascata e PRIN;
– Contributi dell’università e-Campus;
– Convenzioni e contratti;
– Corrispettivi della vendita di pubblicazioni;
– Corrispettivi per lo svolgimento di corsi e progetti formativi promossi dal Centro detratti i costi di gestione sostenuti dall’Ateneo;
– Contributi di iscrizioni e partecipazione a iniziative scientifiche o formative realizzate dal Centro;
– Contributi individuali;
– Progettazione per il fundraising;
– Atti di solidarietà.
Art. 11 – Scioglimento del Centro
1. Lo scioglimento del Centro avviene:
• allo spirare del periodo indicato al comma 4 dell’art. 1 del presente regolamento ovvero dei periodi di proroga deliberati dal CDA;
• in qualsiasi momento previa delibera del CDA.
Art. 12 – Gestione amministrativo-contabile
1. La gestione amministrativo-contabile del Centro è disciplinata dalle disposizioni di cui al Regolamento d’Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità in quanto applicabili.
2. La vigilanza e il controllo delle risorse gestite è demandata ai competenti organi dell’Ateneo.
Art. 13 – Norme transitorie e finali
1. Eventuali modifiche al presente regolamento possono essere proposte e successivamente approvate con delibera del CDA dell’università e-Campus.
2. In sede di istituzione il Comitato scientifico è composto dai soggetti promotori del Centro.
3. Per tutto quanto non disciplinato dal presente Regolamento, trovano applicazione i Regolamenti e lo Statuto dell’Ateneo.